24 febbraio 2015

Riflettere è sempre stato un gioco pericoloso e lo è ancora.

Riflettere può significare risvegliarsi dal sonno della droga somministrataci e porsi domande che cercano risposte. Riflettere è indagare a partire noi stessi, ma è anche una marea che tutto abbraccia perché genera una fame di senso esteso a tutto e non si contenta di accettare i soliloqui che giungono dalle stanze del Potere di qualsiasi tipo perché comprendi che il Potere è solo autoreferenziale, cioè falso. Riflettere porta anche a comprendere che il Potere ha, però, bisogno degli uomini perché ha bisogno di schiavi obbedienti che producano altri schiavi. 
Certamente non vi è mai stata un'epoca così ricca di schiavitù reale come la nostra poiché le catene non cingono più le caviglie degli schiavi, ma le loro menti, i loro cervelli, le loro anime. In tal modo i corpi si muovono in maniera automatica e si risparmia sul ferro delle catene. Ma se riflettere significa cominciare a dubitare e, quindi, a indagare, va da sé che la prima cosa di cui si ha bisogno nel momento in cui inizia il risveglio sono gli strumenti per continuare nell'opera del proprio affrancamento mentale.
  
 http://www.riflessioni.it/la_riflessione/cultura-strumento-liberazione.htm

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