11 settembre 2015

Informare o formare? Qual'è il ruolo dei media sull'informazione?

Questa mattina su radio 3 "Tutta la città ne parla" si è parlato di questo. Lascio l'ascolto della trasmissione a questo link e dico la mia.
A me basterebbe che le cose fossero chiare: una testata o un giornalista può dare una notizia, fare ricerche approfondite ed esprimere un'opinione. Può fare tutto ed è giusto che lo faccia, fa parte dell'esercizio dei media, ma deve dichiararlo senza mistificazioni. E se non si mistificasse molte notizie avrebbero la giusta dimensione e spessore. 
Quello che secondo me non dovrebbe fare parte dell'esercizio dei media è la manipolazione. 
Faccio un esempio che secondo me la dice lunga: 
l' "affaire Salvini". 
Ha scalato il suo partito che era ormai sotto il 10% fino a condizionare la politica grazie alla visibilità delle sua battute, che nei media pesano come se lui rappresentasse un partito di maggioranza, fino al punto di salire di parecchi punti in percentuale. Senza le coccole dei media questo non sarebbe accaduto e questa è stata ed è una responsabilità gravissima: un personaggetto da avanspettacolo trasformato nella voce dell'opposizione autorevole perché sempre presente ovunque. 
Questo grazie all'attenzione dei giornalisti. È molto grave ed esula sia dall'informazione che dalla formazione.
Detto questo penso anche che sia difficile sottrarsi alla manipolazione che è sicuramente innegabile nei cosiddetti mezzi di informazione. La costante diminuzione di lettori di libri ma anche di giornali, rende gli italiani più "analfabeti". Tempo fa Tullio de Mauro rammentava che il 70% degli italiani non sa leggere e capire il significato di un testo semplice. 
Messi così è ovvio dedurre che siamo potenziali vittime di condizionamenti. 
Poi c'è la rete che con la sua velocità ha superato la percezione del reale attraverso i mezzi tradizionali bombardandoci di informazioni molte delle quali risultano bufale. 
Questa marmellata ci rende conoscenti di una mole di notizie e competenti del nulla.
Credo anche che siano diminuiti i veri giornalisti o gli inviati e questo determina collages uniformi da una testata all'altra. Quello che può fare maggiori danni comunque è, secondo me, il giornalista televisivo e Vespa è uno dei più fulgidi esempi. Quando certi sottoprodotti televisivi non avranno più audience potremo essere certi che l'evoluzione culturale e mentale avrà fatto grandi passi. 
Al momento sono pessimista, ma quello che possiamo fare è avere uno sguardo obiettivo e usare molto lo strumento della logica di pensiero......una bella sfida di sicuro!!

2 commenti:

  1. Gianna, ti batto le mani: condivido pienamente quello che hai scritto!

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    1. Grazie Mariella, un abbraccio grande. :-))

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