14 ottobre 2017

E' ancora lunga la strada.


Dunque: ci sono delle donne che hanno fatto sesso con un uomo molto potente in un certo ambito professionale e, a distanza di tempo, dichiarano di essere state costrette a farlo per continuare a fare un certo lavoro. Il tipo molto potente non ha rotto costole o dato pugni, ha semplicemente usato la sua situazione di potere per obbligare le suddette donne a fare sesso con lui, pena l'emarginazione da quell'ambito e quindi la possibilità concreta di non lavorare. Detta così, prescindendo dai nomi famosi e dai contesti hollywoodiani, sappiamo che è una cosa che succede quotidianamente in molti ambiti lavorativi, dove c'è uno stronzo/a che ha potere (posto che le femmine acquisiscono posizioni di potere più di rado rispetto ai maschi, ma questo è un elemento fattuale che non inficia la validità del ragionamento) e ne abusa per i suoi scopi personali, che possono essere sessuali ma anche no, diciamo scopi personali di varia natura. E' orrendo da dire, ma è la prassi. E se si vuole lavorare, o peggio, non si può fare a meno di quel lavoro, si tace, altrimenti ci si può anche scansare, ma le conseguenze? Quindi, gridiamo pure allo scandalo, indigniamoci e facciamo processi , ma restiamo ben consapevoli che è il potere che fa tutto questo, ed è il potere che va combattuto. 
Ok, questa è ideologia e smetto subito. Mi preme però sottolineare che il caso che ha fatto tanto scalpore in questi giorni non ha niente di diverso, segue la prassi, solo che lì c'entrano prepotentemente il sesso e le donne. E quando ci sono di mezzo il sesso e le donne succede inevitabilmente che gli uomini, da una parte, si sentono immediatamente legittimati a qualificare le donne come zoccole e che le altre donne, dall'altra parte, si sentono in dovere di prendere le distanze dal loro comportamento al mero scopo di dichiararsi pubblicamente meno zoccole di loro. Entrambi, questi uomini e queste donne commentatori a valanga, dimostrano di non aver colto, o di non voler cogliere, il punto focale, cioè che in un rapporto con il potere può capitare di soccombere anche quando quel potere non viene esercitato attraverso la coercizione fisica, ma mediante condizionamenti di tipo diverso. 
E dimostrano anche che il maschilismo è ancora drammaticamente presente nelle loro reazioni scomposte, uomini e donne che gli danno voce e corpo.


4 commenti:

  1. Sono d'accordissimo Gianna! Effettivamente spesso, viene sottovalutata l'influenza del potere e come essa si manifesti. A quali scelte porti chi lo esercita (convinto di averne il divino diritto) e chi lo subisce (convinto anch'esso che questo sia l'unico mondo possibile). Nella sfera dei rapporti fra generi poi, tanto di più questa "coercizione silenziosa" si manifesta. Certo si può rifiutare il sistema, ma non si potranno godere i suoi benefici ed il modello, l'unico modello consentito, ci convince che senza questi "benefici" siamo uomini o donne a metà ... Ultimi. E' davvero un discorso complesso, difficile, che genera mille equivoci, ma è importante avere il coraggio di affrontarlo. Il potere si manifesta anche in modi sottili ed il ricatto passa da apparenze "normali" eppure non è, per questo, meno odioso e meno violento.
    Ciao Gianna, un abbraccio

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    1. E' così purtroppo e la sensazione è che tutto questo si manifesti in forme sempre più sottili e subdole. La violenza è insita nel potere, abbiamo millenni di storia che ce lo dimostrano e ancora stiamo qui a parlarne. Ciao Rosa, un abbraccio a te.

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  2. Disamina perfetta che non si può non condividere.

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